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September 25 La radio alcune volte è una macchina del tempo!Ieri mi sono concesso una gitarella all'estero (escursione in giornata a San Marino). All'altezza di Ancona il lettore CD ha avuto una crisi cardiocircolatoria; essendo in autostrada, non ho potuto provvedere ad un'operazione a cuore aperto e sono passato contrariamente alle mie abitudini alla radio.
Tempo 5 minuti ed una non ben identificata radio anconetana mi ha regalato una canzone che avevo praticamente dimenticato. E quante volte avevo gridato i suoi Sha-la-la-la-la-la-la...
Counting Crows - Mr. Jones
I was down at the New Amsterdam staring at this yellow-haired girl Mr. Jones strikes up a conversation with this black- haired flamenco dancer She dances while his father plays guitar She's suddenly beautiful We all want something beautiful man I wish I was beautiful So come dance this silence down through the morning Cut up, Maria! Show me some of them Spanish dances Pass me a bottle, Mr. Jones Believe in me Help me believe in anything cause I want to be someone who believes Mr. Jones and me tell each other fairy tales and we stare at the beautiful women "She's looking at you. Ah, no, no, she's looking at me." Smiling in the bright lights Coming through in stereo When everybody loves you, you can never be lonely I will paint my picture Paint myself in blue and red and black and gray All of the beautiful colors are very very meaningful Gray is my favorite color I felt so symbolic yesterday If I knew Picasso I would buy myself a gray guitar and play Mr. Jones and me look into the future Stare at the beautiful women "She's looking at you. , I don't think so. She's looking at me." Standing in the spotlight I bought myself a gray guitar When everybody loves me, I will never be lonely I will never be lonely I will never be lonely I want to be a lion Everybody wants to pass as cats We all want to be big big stars, but we all got different reasons for that Believe in me because I don't believe in anything and I want to be someone to believe Mr. Jones and me stumbling through the barrio Yeah we stare at the beautiful women "She's perfect for you, Man, there's got to be somebody for me." I want to be Bob Dylan Mr. Jones wishes he was someone just a little more funky When everybody loves you, son, that's just about as funky as you can be Mr. Jones and me staring at the video when I look at the television, I want to see me staring right back at me We all want to be big stars, but we don't know why and we don't know how But when everybody loves me, I'm going to be just about as happy as I can be Mr. Jones and me, we're gonna be big stars... September 14 Domani si ricomincia......ma il vero dramma è la retrocessione dei Matematici, che tornano in VII Serie dopo due stagioni.
Il viaggio in Giappone del Presidentissimo ha tolto ai ragazzi il loro punto di riferimento nel momento topico della stagione.
Sul fronte mercato, via il fumosissimo spagnolo Jado e dentro sin da subito lo svizzero Luginbühl e la giovane promessa Peschke. Si valuterà attentamente l'operato dell'allenatore Yang Pak-kin: non ci saranno gesti sconsiderati dettati dalla delusione, ma non è escluso un cambio alla guida della squadra.
(A margine, domani a quest'ora sarà già -199!) September 09 Cronache giapponesi (7)Concludo stancamente il racconto, per evidenziare l'imponente stanchezza fisica, ma soprattutto mentale, di questi ultimi tre giorni di viaggio. L'itinerario ci porta per un giorni ad Himeji, poi si torna a Tokyo con obiettivo shopping!
Himeji è una piccola cittadina in confronto a ciò che abbiamo già visto, ma per noi significa due cose: il castello dell'Airone Bianco e la notte in ryokan.
La visita all'Himeji-jo è stata molto bella, ma un'ora di cammino sotto un sole stroncante lascia dei segni indelebili. Il castello è davvero bellissimo, ma io ho apprezzato tantissimo il meraviglioso giardino Koko-en, che ci ha regalato un buon pranzo ed un bel po' di refrigerio. Stanchi come non mai, abbiamo comunque deciso di scarpinare in cima al monte Shosha fino al tempio Engyo-ji. Non che non ne avessimo già abbastanza di templi, ma in questo complesso sono state girate alcune scene del film L'ultimo samurai (Tom Cruise).
Al ritorno in hotel avremmo voluto stramazzare, ma la camera giapponese non prevede letti, se non una sottospecie di materasso che viene srotolato a necessità sul pavimento. Ripieghiamo quindi per la soluzione da immortali, doccia rapida e ci tuffiamo nella vita notturna di Himeji. Il tuffo si conclude miseramente con uno schianto, come se dalla piscina qualcuno avesse improvvidamente tolto l'acqua! Himeji alle 19.30 si sta lentamente spegnendo, e alle 20 è proprio morta! Di corsa ci infiliamo in un ristorante e rimediamo al bisogno primario, ma alle 21 ci troviamo davvero senza nulla da fare. L'unica opportunità non indecente è unirsi alle uniche 4 persone ultra-ventenni ancora in giro, precisamente da Starbucks!!!
La tiriamo alla lunga per quanto possiamo, ma alla fine tocchiamo il fondo e ce ne torniamo in camera alle 22.30. Nella nostra camera giapponese troviamo modo di fare delle foto completamente deficienti, prima di prepararci alla notte più difficile di tutto il viaggio. I dolori alla schiena la mattina dopo sono lancinanti, dormire per terra è peggio che non dormire affatto.
A ritemprarmi (e uso volutamente il singolare perché sono stato lasciato solo in questa attività) arriva una bella colazione giapponese: ricordo un piatto diviso in nove parti, con una fettona di salmone arrosto al centro, fagioli dolci, pancetta lessa, ed altre cose totalmente inconciliabili. Il traumatizzante sushi del primo giorno adesso è un lontano e nostalgico ricordo...
Dopo questa schifezza, viaggio in treno e di nuovo a Tokyo. Cosa dire dei due giorni che seguono, se non che ne abbiamo passati la maggior parte in giro per Akiba a riempire le due valigie supplementari. Inoltre, abbiamo fatto in modo che il mondo dica che gli italiani sono signori nel vero senso della parola: abbiamo invitato la nostra amica Kie a cena in un posto magnifico! Trattasi del New York Grill, al 52mo piano della Shinjuku Tower, con il suo panorama mozzafiato reso famoso (secondo Mauro) dal film di Sofia Coppola Lost in translation. Io non ne sapevo nulla, ma ho aderito con gioia all'iniziativa; la gioia mi si è un attimino smorzata quando mi sono reso conto di aver pagato una cena un certo numero di Euro (15 solo per una bottiglia di acqua liscia). E lì a dirci che "Signori si nasce" per dieci giorni, con le lacrime agli occhi al pensiero dell'esborso...
Per fortuna il Karma ci ha ricompensato due giorni dopo: in partenza da Tokyo c'è una situazione di overbooking, quindi una hostess giapponese ci dice tutta sorridente che ci hanno riservato un posto in prima classe per il volo di ritorno. Bene, adesso che l'ho provata posso dire senza esagerare che la differenza tra un viaggio in aereo in prima classe ed uno di seconda è la stessa che passa tra un giro con la Ducati Desmo 16 ed una pedalata sulla Graziella di nonna. Spettacolo puro, giornali, film, champagne per aperitivo, filetto per cena, hostess sempre pronte e sorridenti. In questo paradiso, tra Iron Man e A beautiful mind in inglese, ci ritroviamo a Fiumicino in un lampo. Una pizza sulla strada, un pensiero agli esami del giorno dopo, un altro 'qualcosa di grande' che si aggiunge ai miei ricordi.
(THE END) September 03 Cronache giapponesi (6)Dopo le stranezze di Beppu, il nostro itinerario è ripartito verso nord, destinazione Hiroshima.
La città, tristemente nota per essere stato il primo bersaglio di una bomba atomica, ci avrebbe ospitato per due giorni.
Siamo subito presi dall'irreale serenità della città, tempestata di testimonianze della tragedia.
Il nostro albergo è proprio sulla via principale, chiamata non a caso 'Peace Boulevard'. Si tratta di un ampio viale alberato, che mi ha un po' ricordato 'Unter den Linden' a Berlino. Il viale punta verso il Peace Memorial Park, un parco stranamente molto americano nelle forme. Essendo tardo pomeriggio, ci siamo diretti subito al Museo della Pace. Il Museo è ricchissimo di oggetti, testimonianze, foto e quant'altro. Toglie letteralmente il fiato il confronto tra i due plastici, la cui collocazione temporale differisce di poco più di trenta secondi: una città completamente rasa al suolo in un lampo di fuoco. Sorprendente leggere che la bomba è esplosa a più di 500 metri dal suolo, o di come Hiroshima sia stata scelta come obiettivo perché quella mattina del 6 agosto c'era il sole, o vedere gli oltre 600 telegrammi inviati dal sindaco in carica ogni volta che un Paese esegue un test nucleare.
All'uscita dal Museo ci siamo diretti verso il Cenotafio per le vittime della bomba (140000 circa nell'esplosione, incalcolabili i decessi per le esposizioni alle radiazioni). Al centro, una fiamma che verrà fatta ardere fino a quando l'ultima bomba atomica non sparirà dal nostro pianeta. La camminata poi prosegue fino all'A-Bomb Dome. La vecchia Camera di Promozione industriale di Hiroshima è uno dei due edifici rimasti parzialmente in piedi nella parte centrale della città (l'altro era una scuola elementare, e forse è il caso di sorvolare sul fatto che è stato recentemente convertito in centro commerciale). Lo scheletro della cupola dell'A-Bomb Dome è probabilmente l'immagine più conosciuta di Hiroshima.
La sera ci incontriamo con i nostri amici e andiamo ad Okonomi-mura Village. Si tratta di un palazzo costituito da oltre trenta ristorantini specializzati in Okonomi-yaki. I locali sono praticamente dei banconi attorno a cui si siedono i clienti. Ne scegliamo uno e ci sediamo, ed in breve 4 italiani lo rendono sicuramente il posto più rumoroso del circondario. L'esperienza è molto divertente, ma l'Okonomi-yaki di Osaka è stata decisamente superiore!
Il giorno dopo andiamo all'isola di Miyajima, con il suo splendido tempio e il torii galleggiante. Siamo di nuovo in balia dei cervi e delle frescacce, perché i negozi di souvenir sono tantissimi!
Per cena ritroviamo Ale, Ale e Za Watami. Domani si torna a Tokyo, ma i posti da visitare sono finiti: in perfetto orario sulle previsioni, la voglia di tornare a casa mi piomba addosso come un treno merci.
Dopo cena, finiamo in una sala Pachinko dove, tra i sorrisi nervosi degli inservienti, Alessandra sbanca! Purtroppo il triplice fischio dell'ora di chiusura interrompe la partita, ma un piccolo gruzzolo da Hiroshima ha preso la via di Milano! Fantastica la scena del pagamento: alla nostra amica vengono consegnate delle scatoline, ad occhio contenenti piccole lamine d'oro. All'uscita veniamo scortati dall'altro lato della strada, dove si apre una finestrella; infiliamo le scatoline nella finestrella, e dopo qualche secondo esce una mano con i soldi corrispondenti, sprangando subito dopo l'apertura! Per festeggiare troviamo un locale stra-deserto ispirato a Tom & Jerry, con il barista completamente fumato e del buon Sho-chu.
Appuntamento all'ultima puntata, con Tokyo ed il ritorno a casa.
(TO BE CONTINUED) |
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