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    May 29

    No country for old men - recensione

    Tempo fa avevo scritto un intervento a seguito della mia duplice visione del film vincitore dell'Oscar "Non è un paese per vecchi". Subito mi sono tuffato nel romanzo che ha dato origine ad un tale capolavoro, ovvero la novella a sfondo texano "No country for old men" di Cormac McCarthy.
    Ok, io sono uno che si fissa; se trovo una cosa bella, ne noto gli aspetti migliori ed arrivo a dire che è meravigliosa, così come quando la cosa è brutta mi piombano addosso tutte le schifezze. Ma qui davvero credo che l'entusiasmo sia giustificato.
    Sinceramente, ho cominciato la lettura temendo una mezza delusione: in primis perché comunque conoscevo la vicenda e questo poteva togliere un po' di pathos alla storia; in più temevo di non riuscire a "vedere" in un testo scritto ciò che Javier Bardem ha impersonato in maniera magistrale.
    Invece niente di tutto ciò: i pregi dei fratelli Cohen nella proposizione cinematografica sono stati sostituiti da quelli di McCarthy. Non sto qui a fare il critico letterario, visto che il mio 5 in italiano riecheggia ancora nelle aule del Liceo. Però alcuni aspetti della scrittura del testo hanno davvero contribuito a creare quella tensione su cui si appoggia la storia di Moss, Bell e Chigurh. Uno stile (ammettendo che alcuni aspetti non siano una scelta dell'editore italiano) che potrei definire frenetico, o addirittura "algoritmico", con continue brevissime proposizioni a descrivere ogni minimo dettaglio di un'azione.
     
    ...raccolse un attaccapanni di ferro da dietro il sedile, districò le estremità attorcigliate e le raddrizzò, si chinò, aprì il borsone, tirò fuori una camicia e tagliò via una manica con le forbici, la piegò, se la mise in tasca, ripose le forbici nel sacchetto di carta della cooperativa, aprì la portiera e scese pian piano dalla macchina, infilando le mani sotto il ginocchio per sollevare la gamba ferita. Rimase lì, poi chinò la testa sul petto e restò in quella posizione per quasi un minuto. Infine si raddrizzò, chiuse la portiera e si incamminò lungo la strada..."
     
    Inoltre, sono presenti molti dialoghi, ma la caratteristica è la totale mancanza delle virgolette. Solo con una lettura molto attenta si riesce a capire dove termini la frase di un protagonista e dove inizi la risposta dell'altro ('sta cosa mi ha fatto anche abbastanza innervosire, in quei momenti in cui leggevo nella baraonda di una Sala Insegnanti gremita!). Dialoghi incisivi, come la premonizione di una tragedia... Come questo!
     
    Ha trovato pioggia sulla strada?, chiese il proprietario.
    Quale strada?
    Ho visto che viene da Dallas.
    Chigurh prese il resto dal banco. E a te che te ne importa da dove vengo, amico?
    Non volevo dire niente.
    Non volevi dire niente.
    Era solo per ingannare il tempo.
    Probabilmente queste sono le buone maniere di voi bifolchi.
    Be', senta, io le ho chiesto scusa. Se poi non vuole accettare le mie scuse, non so che altro dirle.
    Quanto costano questi?
    Prego?
    Ho detto quanto costano questi.
    Sessantanove centesimi.
    Chigurh srotolò un dollaro sul banco. L'altro batté il conto sulla cassa e impilò gli spiccioli del resto come farebbe un croupier con le fiches. Chigurh non gli aveva staccato gli occhi di dosso. L'uomo distolse lo sguard. Tossì.
    Chigurh aprì con i denti la confezione di anacardi, si versò un terzo del contenuto nel palmo della mano e rimase lì a mangiare.
    C'è altro?, disse l'uomo.
    Non lo so. C'è altro?
    C'è qualcosa che non va?
    In che senso?
    In generale.
    E' questo che mi stai chiedendo? Se c'è qualcosa che non va in generale?
    L'uomo si voltò, si portò il pugno alla bocca e tossì di nuovo. Guardò Chigurh e poi guardò altrove. Guardò fuori dalla finestra sul davanti del negozio. Le pompe di benzina e la macchina ferma. Chigurh mangiò un'altra manciata di anacardi.
    C'è altro?
    Me l'hai già chiesto.
    Be', dovrei cominciare a chiudere.
    Cominciare a chiudere.
    Proprio così.
    A che ora chiudete?
    Adesso. Chiudiamo adesso.
    Adesso non è un'ora. A che ora chiudete.
    In genere quando fa buio. Dopo il tramonto.
    Chigurh rimase lì a masticare lentamente. Non sai di cosa stai parlando, vero?
    Prego?
    Ho detto non sai di cosa stai parlando, vero.
    Sto parlando della chiusura. Ecco di cosa sto parlando.
    A che ora vai a letto.
    Prego?
    Sei un po' sordo, eh? Ho detto a che ora vai a letto.
    Be'. Verso le nove e mezza, direi. Più o meno alle nove e mezza.
    Chigurh si versò altri anacardi nel palmo. Potrei tornare per quell'ora, disse.
    Troverebbe chiuso.
    Non fa niente.
    Be', perché dovrebbe tornare? Troverebbe chiuso.
    L'hai già detto.
    Be', è così.
    Tu abiti in quella casa lì dietro?
    Sì.
    Ci abiti da quando sei nato?
    Il proprietario del distributore ci mise un po' a rispondere. Era la casa di mio suocero, disse.
    In origine.
    Sposandoti, te la sei presa tu.
    Abbiamo vissuto a Temple per tanti anni. Abbiamo messo su famiglia laggiù. A Temple, sempre in Texas. Poi siamo venuti qui, più o meno quattro anni fa.
    Sposandoti, te la sei presa tu.
    Se vuole metterla in questo modo.
    Non c'è un modo particolare in cui metterla. E' così e basta.
    Be', adesso devo chiudere.
    Chigurh si versò gli ultimi anacardi nel palmo, accartocciò la bustina e la mise sul banco. Rimase lì a masticare in una posizione stranamente eretta.
    A quanto pare lei ha un sacco di domande, disse il proprietario del distributore. Per uno che non vuole neanche dire da dove viene.
    Qual è la cosa più grossa che hai visto perdere a testa o croce?
    A testa o croce?
    A testa o croce.
    Non lo so. In genere non ci si gioca qualcosa a testa o croce. Di solito si usa per sistemare una questione.
    Qual è la questione più grossa che hai visto sistemare?
    Non lo so.
    Chigurh prese dalla tasca una moneta da venticinque centesimi e la lanciò, facendola roteare sotto il bagliore azzurrognolo delle lampade al neon. La prese e la sbatté sul dorso dell'avambraccio appena sopra le bende insanguinate. Scegli: testa o croce, disse.
    Testa o croce?
    Sì.
    Per cosa?
    Scegli e basta.
    Be', devo sapere vosa c'è in ballo.
    Perché, cambierebbe qualcosa?
    L'uomo guardò Chigurh negli occhi per la prima volta. Azzurri come lapislazuli. Scintillanti e al tempo stesso completamente opachi. Come pietre bagnate. Devi scegliere tu, disse Chigurh. Non posso scegliere io. Non sarebbe onesto. Non sarebbe neanche giusto. Scegli, avanti.
    Ma io non mi sono giocato niente.
    Sì invece. Te lo stai giocando da quando sei nato. Solo che non lo sapevi. Sai che data c'è su questa moneta?
    No.
    Millenovecentocinquantotto. Ha viaggiato ventidue anni per arrivare qui. E adesso è qui. E sono qui anch'io. E ci tengo la mano sopra. Ed è testa o croce. E devi dirlo tu. Scegli.
    Non so cosa posso vincere.
    Nella luce azzurra il viso dell'uomo era leggermente imperlato di sudore. Si leccò il labbro superiore.
    Puoi vincere tutto, disse Chigurh. Tutto.
    Non la capisco proprio.
    Scegli.
    Testa, allora.
    Chigurh scoprì la moneta. Ruotò leggermente il braccio perché l'uomo la vedesse. Ben fatto, disse.
    Si tolse la moneta dal polso e gliela consegnò.
    E cosa ci dovrei fare?
    Prendila. E' la tua moneta portafortuna.
    Non mi serve.
    Sì che ti serve. Prendila.
    L'uomo prese la moneta. Adesso devo chiudere, disse.
    Non metterla in tasca.
    Prego?
    Non metterla in tasca.
    E dove vuole che la metta?
    Non metterla in tasca. Sennò non la sai più riconoscere.
    Va bene.
    Qualunque cosa può essere uno strumento, disse Chigurh. Cose piccole. Cose che non noteresti neppure. Passano di mano in mano. La gente non ci fa caso. E poi un giorno si fanno i conti. E dopo niente è più come prima. Be', uno dice. E' solo una monetina. Per esempio. Non ha niente di speciale. Di cosa potrebbe essere uno strumento? Vedi qual è il problema. Che si separa l'atto dalla cosa. Come se le parti di un certo momento della storia fossero intercambiabili con quelle di un altro momento. Come potrebbe essere? Be', in fondo è solo una monetina. Sì. E' vero. Siamo sicuri?
    Chigurh passò la mano sul banco e si fece cadere nel palmo gli spiccioli rimasti, se li mise in tasca, si girò e uscì dalla porta. Il proprietario lo guardò andare via. Lo guardò entrare in macchina. La macchina partì e dalla banchina di ghiaia si immise sulla statale in direzione sud. I fari non si accesero. L'uomo posò la monetina sul banco e la guardò. Mise le mani sul banco e rimase lì appoggiato con la testa china.
     
    Lo scorrere della vicenda è ogni tanto interrotta dalle considerazioni dello sceriffo Bell, che parla con se stesso e con il lettore di se stesso e della vita, a dar vita ai dubbi che trovano risposta nel titolo del libro. Queste parti in corsivo non fanno altro che rievocare un eccezionale Tommy Lee Jones, che ha dato il viso ai pensieri di un uomo del passato che non sa farsi una ragione della ferocia del presente.
    Insomma, chi è arrivato fin qui era davvero interessato, o mi sta maledicendo perché mi dilungo sempre. Per il film non posso che ribadire la parola capolavoro, lo ritengo senza dubbio uno dei 5 film più belli della storia del cinema. Il libro ha una concorrenza ben più gremita, perché per quanto mi piaccia il cinema, la lettura sta un gradino sopra. Ed è più facile trovare un buon libro che un buon film. Comunque cercherò altri romanzi dell'eremita di El Paso, magari la Trilogia della Frontiera.
    May 25

    Altro sabato in giro

    Anche questo weekend ho lasciato Ascoli, stavolta in direzione Pesaro.
    L'occasione mi è stata data dal matrimonio di una Persona, con la P maiuscola non per un errore di scrittura.
    La festa è stata molto bella, la sposa era splendida, lo sposo è stato gentilissimo, la cena decisamente apprezzata, gli amici degli sposi (quasi tutti conosciuti giusto ieri sera) simpaticissimi. Aspettando notizie su una mia eventuale nomina per gli Esami di Stato, ci siamo già ripromessi di vederci quest'estate in un'occasione meno frenetica, con i piccioncini e tutto il gruppo!
    Finita la festa ad orari indecorosi, sono tornato in albergo ed il custode non mi voleva far entrare. Ed avevo anche lasciato detto che sarei tornato molto tardi! Ma non c'è limite al peggio, perché la camera ha messo a repentaglio la mia incolumità; sarà che qualche accidente comincia a sfiorare il bersaglio!
    Fatto sta, rientro in camera e constatata una temperatura non adatta ad un essere umano accendo il ventilatore, uno di quelli al soffitto tipo film americano. Mi preparo per la nanna, mi stravacco sul letto, spengo il ventilatore e mi assopisco in 3-4 secondi. Al quinto secondo il lampadario agganciato al ventilatore si stacca e si frantuma a terra in uno schianto incredibile. A parte il salto sul letto ed i contemporanei attacchi cardiaci che ho brillantemente smaltito in due minuti di fiatone, penso che che se mi beccava in testa mentre passeggiavo per la camera stavano ancora tentando di estrarmi dalle macerie! E non immagino la faccia dell'eventuale cliente al piano di sotto, che avrà pensato che era in corso un attacco missilistico nella mia camera!
    Che altro dire, magari un mucchio di cose a caso: una Roma non solo bella ha vinto la Coppa Italia, venerdì ho visto il nuovo Indiana Jones e non mi ha fatto né caldo né freddo, il mio Hattrick Team sta per concludere una stagione meravigliosa che ci ha visto protagonisti anche in VI serie, devo mettermi a preparare la simulazione della Terza Prova, il nuovo album di Elio è un capolavoro di volgarità assoluta, ho cominciato un puzzle da 12000 pezzi, e infine tra un paio di settimane arrivano le agognatissime vacanze.
    Avanti così!
    May 07

    Astensione dal servizio

    Me ne vado per qualche giorno.
    Mi attende un corso di aggiornamento come contorno della prova nazionale delle Olimpiadi della Matematica. Perciò prendo "baracca e meneghini" e me ne vado per un lungo weekend a Cesenatico, a sentir parlare eminenti professoroni, a prendermi l'incarico di Responsabile Provinciale per l'anno prossimo visto che il prof. Damiani senior va in pensione, ma soprattutto a farmi un paio di corse sulla spiaggia, a prendere un po' di sole, a razziare San Marino di tutte le monete Euro che posso trovare, ad intrattenermi in attività varie ed eventuali al momento non prevedibili.
    Prima di chiudere, lascio i miei In bocca al lupo ad Agave; stasera è la sua serata, ed andrà alla grandissima!!!
    Per qualunque quesito urgente ed irrisolvibile, dagli spazi di Sobolev alla Logica dei Predicati del Secondo Ordine, ricorrere al cellulare giacché non credo di avere un computer a disposizione.
    Sayonara!