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4月28日 28 aprile 2009Notte serena, tra una partita a calcetto e la Champions da seguire al lettone...
Notte di ricordi, quelli che agli anniversari tornano un po' più vividi e diretti del solito, ma che in effetti sono sempre lì a far parte di te.
Non era una 'notte prima degli esami', niente lacrime o preghiere; nessuna possibilità di gridare a squarciagola 'la Matematica non sarà mai il mio mestiere'.
Dieci anni per tornare a quel 28 aprile 1999, ad una notte inspiegabilmente altrettanto serena, immerso fino al collo in quell'ambiente che tanto mi ha dato sotto ogni aspetto, la mia casa di Camerino e tutti gli amici dell'Università.
Il pomeriggio l'esame pre-laurea era andato come doveva andare, la mattina dopo ci sarebbe stata la discussione della tesi per il pubblico, e soprattutto la proclamazione.
Era una notte serena, sono pronto a giurarci sopra, anche se invece di giocare alla Play preparavo il vestito e la sveglia e invece di progettare qualche fanta-scambio rimuginavo su qualche dettaglio del metodo diretto di Liapunov e le sue implicazione nella vita di tutti i giorni.
Dopo aver dormito il giusto ero pronto, con un trench prestato che mi faceva assomigliare al tenente Colombo, con un libro blu che non ho più aperto e che ho riguardato da lontano centinaia di volte, soffermandomi in maniera narcisista sul mio nome in oro.
Chiedo scusa, sono parecchio autocelebrativo in questo intervento; ma il fatto è che vado estremamente orgoglioso del sudore versato su quel maledetto pezzo di carta, e dei dieci anni passati da quel 29 aprile.
Qualcosa è certamente cambiato in peggio: capelli in meno, chili in più, per non dire che ero molto più vicino al matrimonio all'epoca che adesso...
Talvolta mi sorprendo a sognare di essere a Rio de Janeiro, o a sognare che l'Ascoli torni in Serie A, o a sognare che Anna Falchi si renda conto che la mattina che ci incontrammo qualche anno fa era davvero l'occasione della sua vita.
Si vive di sogni, i sogni ti nutrono, ti fanno sorridere e ridere, nella peggiore delle ipotesi ti aiutano ad andare avanti: dieci anni fa il mio sogno più grande era realtà! 4月2日 Dolce o Gabbana?Lasciamo un paio di impressioni e di ricordi degli ultimi due giorni, passati piacevolmente a girovagare per Pompei, Capri e dintorni alla testa di un plotone di adorabili urlatrici e simpatici delinquenti (e giù ossimori come se piovesse).
A proposito di pioggia, certo è che se non avesse piovuto così tanto, la permanenza sarebbe stata anche migliore. Abbiamo preso acqua dappertutto, Giove Pluvio ha dimostrato costanza e precisione chirurgica. Per fortuna si è distratto un attimo durante il giro serale per le vie di Sorrento...
Insomma, Pompei la conoscevo, ed alla 5-6° volta comincia a perdere di fascino; Sorrento è molto carina e vivibile; Capri è un vero spettacolo, che non abbiamo potuto apprezzare appieno vista l'inclemenza metereologica.
Ma tanto poi la bellezza della gita non la decide il tempo o il posto, quanto più la compagnia; e quella è stata di un certo spessore!
Certo, a scrivere nella pace del mio studio non posso che ritrovare nel silenzio una qualche forma di arte e di bellezza sublime. Se si ha a che fare con persone le cui emissioni in termini di decibel sono illimitate più o meno come il cielo, qualche prezzo da pagare sicuramente c'è...
Però, aver strappato l'onore al malcapitato signor Di Stefano (che mi sfida sull'Ascoli), qualcosa varrà pure; aver vissuto per la prima volta nella vita dieci minuti da fotomodello, o da persona munita di occhiali da sole 'fashion', conterà pure un pochino; aver ricevuto cori stonatamente commoventi da persone evidentemente affette da gravi attacchi di miopia, renderà senz'altro la vita più luminosa!
E perché non scrivere della borsa di Martina, che si anima di vita propria e la avvinghia, tentando di accappottarla per le viuzze di Capri; della gioia nello spettinare ripetutamente Vanessa, che rispettando le promesse non mi dovrebbe parlare più; degli attacchi di ubriachezza di Rovena, continuati anche nella mattinata successiva; di Davide che è ancora ingenuamente convinto di capire di calcio, nonostante si dichiari juventino; di una strepitosa ed incondizionata vittoria ottenuta me e Chiara a 'Chi vuol essere milionario' contro un'agguerritissima legione di avversari e dell'esperto geografo Enrico che emerge dal fondo del pullman per affossare la sua squadra; di tanti altri piccoli episodi che perderebbero se raccontati per iscritto, ma che rimarranno nei ricordi e ogni tanto riaffioreranno regalandomi più di un sorriso.
Domani vediamo che combinate di fronte ad un palcoscenico e ad un impegno che non prevedono risate o distrazioni!
A bientôt! |
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