Luca's profileSpazio personale di LucaPhotosBlogLists Tools Help

Spazio personale di Luca

Luca Damiani

Occupation
Location
Life is what happens while you're making planes, all that you need is right here in your hands.
(SHERYL CROW, Diamond road)
Photo 1 of 127

Spazio per i saluti!

 
Call me, if your Country is missing!
June 10

10 giugno 2009

Spesso per festeggiare una ricorrenza ci si impegna per ricreare un'atmosfera, una compagnia, una situazione che ci accompagnava tanti anni prima.
Penso di esserci riuscito al meglio, 35 anni fa entravo in questo mondo in un Ospedale, al momento esatto del mio compleanno (le 11.20 di stamattina, 10 giugno) ero placidamente al Pronto Soccorso.
Un breve bolletino medico sulle mie condizioni mette tutte le paure a tacere: sto bene, e per come è andata posso dire che poteva andare molto peggio.
Rimane un labbro/canotto che spero si ridimensionerà quanto prima, 10 punti che fanno male e l'obbligo di campare per 7 giorni con cibi liquidi (DRAMMA!!! La Nutella è liquida, vero???)
Ma più che lamentarmi dei miei dolori, volevo provare a ricambiare parte dell'affetto che mi è stato dimostrato.
Un abbraccio virtuale, a tutti coloro a cui, fuggendo all'improvviso, ho tolto la possibilità di averne uno reale.
Vi voglio bene.
 
Luca
April 28

28 aprile 2009

Notte serena, tra una partita a calcetto e la Champions da seguire al lettone...
Notte di ricordi, quelli che agli anniversari tornano un po' più vividi e diretti del solito, ma che in effetti sono sempre lì a far parte di te.
Non era una 'notte prima degli esami', niente lacrime o preghiere; nessuna possibilità di gridare a squarciagola 'la Matematica non sarà mai il mio mestiere'.
Dieci anni per tornare a quel 28 aprile 1999, ad una notte inspiegabilmente altrettanto serena, immerso fino al collo in quell'ambiente che tanto mi ha dato sotto ogni aspetto, la mia casa di Camerino e tutti gli amici dell'Università.
Il pomeriggio l'esame pre-laurea era andato come doveva andare, la mattina dopo ci sarebbe stata la discussione della tesi per il pubblico, e soprattutto la proclamazione.
Era una notte serena, sono pronto a giurarci sopra, anche se invece di giocare alla Play preparavo il vestito e la sveglia e invece di progettare qualche fanta-scambio rimuginavo su qualche dettaglio del metodo diretto di Liapunov e le sue implicazione nella vita di tutti i giorni.
Dopo aver dormito il giusto ero pronto, con un trench prestato che mi faceva assomigliare al tenente Colombo, con un libro blu che non ho più aperto e che ho riguardato da lontano centinaia di volte, soffermandomi in maniera narcisista sul mio nome in oro.
Chiedo scusa, sono parecchio autocelebrativo in questo intervento; ma il fatto è che vado estremamente orgoglioso del sudore versato su quel maledetto pezzo di carta, e dei dieci anni passati da quel 29 aprile.
Qualcosa è certamente cambiato in peggio: capelli in meno, chili in più, per non dire che ero molto più vicino al matrimonio all'epoca che adesso...
Talvolta mi sorprendo a sognare di essere a Rio de Janeiro, o a sognare che l'Ascoli torni in Serie A, o a sognare che Anna Falchi si renda conto che la mattina che ci incontrammo qualche anno fa era davvero l'occasione della sua vita.
Si vive di sogni, i sogni ti nutrono, ti fanno sorridere e ridere, nella peggiore delle ipotesi ti aiutano ad andare avanti: dieci anni fa il mio sogno più grande era realtà!
April 02

Dolce o Gabbana?

Lasciamo un paio di impressioni e di ricordi degli ultimi due giorni, passati piacevolmente a girovagare per Pompei, Capri e dintorni alla testa di un plotone di adorabili urlatrici e simpatici delinquenti (e giù ossimori come se piovesse).
A proposito di pioggia, certo è che se non avesse piovuto così tanto, la permanenza sarebbe stata anche migliore. Abbiamo preso acqua dappertutto, Giove Pluvio ha dimostrato costanza e precisione chirurgica. Per fortuna si è distratto un attimo durante il giro serale per le vie di Sorrento...
Insomma, Pompei la conoscevo, ed alla 5-6° volta comincia a perdere di fascino; Sorrento è molto carina e vivibile; Capri è un vero spettacolo, che non abbiamo potuto apprezzare appieno vista l'inclemenza metereologica.
Ma tanto poi la bellezza della gita non la decide il tempo o il posto, quanto più la compagnia; e quella è stata di un certo spessore!
Certo, a scrivere nella pace del mio studio non posso che ritrovare nel silenzio una qualche forma di arte e di bellezza sublime. Se si ha a che fare con persone le cui emissioni in termini di decibel sono illimitate più o meno come il cielo, qualche prezzo da pagare sicuramente c'è...
Però, aver strappato l'onore al malcapitato signor Di Stefano (che mi sfida sull'Ascoli), qualcosa varrà pure; aver vissuto per la prima volta nella vita dieci minuti da fotomodello, o da persona munita di occhiali da sole 'fashion', conterà pure un pochino; aver ricevuto cori stonatamente commoventi da persone evidentemente affette da gravi attacchi di miopia, renderà senz'altro la vita più luminosa!
E perché non scrivere della borsa di Martina, che si anima di vita propria e la avvinghia, tentando di accappottarla per le viuzze di Capri; della gioia nello spettinare ripetutamente Vanessa, che rispettando le promesse non mi dovrebbe parlare più; degli attacchi di ubriachezza di Rovena, continuati anche nella mattinata successiva; di Davide che è ancora ingenuamente convinto di capire di calcio, nonostante si dichiari juventino; di una strepitosa ed incondizionata vittoria ottenuta me e Chiara a 'Chi vuol essere milionario' contro un'agguerritissima legione di avversari e dell'esperto geografo Enrico che emerge dal fondo del pullman per affossare la sua squadra; di tanti altri piccoli episodi che perderebbero se raccontati per iscritto, ma che rimarranno nei ricordi e ogni tanto riaffioreranno regalandomi più di un sorriso.
Domani vediamo che combinate di fronte ad un palcoscenico e ad un impegno che non prevedono risate o distrazioni!
A bientôt!
March 08

Nuova formula, vecchio sabato

Con una non buona applicazione della proprietà commutativa, ieri sera ho sovvertito l'ordine cena-cinema, anteponendo la visione di Watchmen al raduno conviviale con i miei amici-ci.
La formula è da scartare, alle 23 avevo una fame tale che mi sarei mangiato un bufalo vivo. Il film invece mi ha dato discreta soddisfazione!
Zack Snyder, regista del mio adorato 300, azzecca in pieno un'altra conversione di un fumetto. Stavolta tocca al capolavoro di Alan Moore, capolavoro non solo fumettistico, ma propriamente letterario, tanto da essere riconosciuto tra i migliori romanzi inglesi del secolo scorso.
La graphic novel prende il nome dalla frase di Giovenale 'Quis custodiet ipsos custodes?', cara agli amanti di Star Trek TNG perché titolo di un eccellente episodio, e altrettanto cara ai lettori di Dan Brown, e del suo Crypto (quindi a me due volte cara).
L'aspetto fondamentale di questo film è che non è un film sui Supereroi. Gli aspetti psicologici, le difficoltà di relazione, il loro passato, le loro paure, tutto va ben oltre le acrobazie, dando uno spessore ed una profondità ai personaggi non comune per film di questo tipo.
I Watchmen sono personaggi mascherati che, in uno sfondo legato alla guerra fredda tra Russia e Stati Uniti, senza superpoteri (a parte uno, praticamente onnipotente) fanno i giustizieri mascherati.
Geniale il personaggio di Rorshach, uno dei buoni/cattivi più riusciti della storia del cinema. Le macchie semoventi del test di Rorschach danno la faccia a Walter Kovacs: sociopatico, estremamente violento, un lucido vigilante deviato.
Una spanna sopra gli altri anche il Comico, ma il dr. Manhattan, Ozymandias, Spettro di Seta e il Gufo Notturno sono comunque spettacolari.
Al solito, i detrattori tireranno fuori la violenza gratuita (il film è vietato ai minori di 14 anni) o la mancanza dell'archetipo fondamentale della figura del supereroe.. Per interposta persona, non essendo un appassionato di fumetti, dico che questo è Watchmen, di Alan Moore, senza aggiungere o togliere nulla. E a me è piaciuto parecchio!
February 18

E io riscrivo...

A costo di far diventare il mio blog una retrospettiva sulla Serie B, io non la smetto!
Continuiamo a vincere, ed io continuo a scriverlo. Non si va mai contro il Karma!
2-0 secco, senza fronzoli, da grande squadra! Soncin-Bucchi, e anche il Mantova se ne va a casa...
Avanti così!
February 15

Due righe scaramantiche

Visto che la Sorte non smentisce la mia affermazione che scrivere un appuntino sull'Ascoli porta bene, io riscrivo. Abbiamo vinto ancora, forse in maniera fortunosa, forse in modo rocambolesco, ma non certo immeritatamente!
Se qualcuno potesse ottenere per vie traverse il numero di telefono di quel maledetto di Chiarenza, sono pronto a pagere oro...
Avanti così!
February 08

10000!

Ce ne sarebbero di cose da scrivere in questa domenica soleggiata...
Fare un piccolo richiamino sull'Ascoli comincia a portare davvero bene; a parte il risultato positivo, i primi venti minuti sembravamo il Real Madrid!
Augurare Buon Compleanno al mio micione nero preferito è poi un piacere... Tre anni, auguri piccolo grande Gauss!
Ma il motivo principale ed un po' anche autocelebrativo è che nella nottata il mio blog ha sfondato la soglia dei 10000 contatti. Nell'ultimo anno ho raccolto tutte le chiavi di ricerca che hanno portato inconsapevoli viaggiatori della Rete a farsi i cavoli miei. Le riporto qui perché alcune sono incredibilmente divertenti!
 
diaboluke74 (5)
diaboluke ascoli piceno (4)
diaboluke cani (2)
diaboluke damiani (5)
diaboluke luca fano
diaboluke74.spaces.live.com (5)
www.diaboluke74.spaces.live.com (ma se c'hai l'indirizzo, che cacchio lo cerchi a fare?)
lukotto
luca live spaces
correre spiaggia (3)
liceo ascoli
luca scampoli (2)
all summer long
anouk
Anouk is Alive
l'aura
viaggi america
Matematici
stryxjna (2)
Anouk is Alive
Piergallini matematica
riccardo piergallini
completi per il calcioooooooooooooooooo (tutte quelle o servivano?)
tokyo agosto 2008
giappone vivo
Jeremy Irons
Tommy Lee sweet home alabama
alabama nel testo
shinkansen valigie spazio
cronache giapponesi (2)
frescacce giapponesi
cerca  cartoline orientali gheiscia
cerca  cartoline di donne orientali gheiscia
i bagni di fango a Beppu
viaggio a tokyo:cosa vedere?
come raggiungere  tsukiji fish market
tamburello katate kid
quante ore di aereo partendo da Boston a Tokyo
FESTA DI OBON PRANZO IN GIAPPONE
TSUKIJI FISH MARKET TOUR quando andare (2)
fanny estetista
foto beppu giappone
cosa vedere ad hakone giappone
"bon ton giapponese" donna
anouk jerusalem testo in italiano
Sipping whiskey out the bottle (3)
sipping whiskey out the bottle not thinking about tomorrow
singing sweet home alabama whiskey at the bar smoking funny things couldn't wait for night to come
and we were trying different things, we were smoking funny things, making love out by the lake to our favourite song
We were smoking funny things,making love out by the lake to our favorite song,sipping whiskey out the bottle, not thinking ’bout tomorrow
alabama sipping wiskey at the bottle
all summer long ripresa da (2)
singing alabama smoking funny stuff the moonlight
we where smoking funny things
alabama makin love favourite song
sweet home alabama whiskey at the bottle
NOME CORISTA+ALL SUMMER LONG
Alabama favourite song testo (questa canzone ha fatto impazzire non solo me...)
risata pupazzo saw l'enigmista mp3
irek congo
addaio
tennuchi toichira
Zion Ashkenazi (da google.dk)
cartoline
cartoline che (2)
cartoline passione (9)
10000 cartoline vecchie da buttare
POSTCARD FROM BRASIL / CARTOLINA DAL BRASILE
posso spedire la stessa cartolina + postcrossing
rimmel de gregori commento
francesco de gregori
de gregori rimmel
immagini di ali angeliche
ipocalcemia (3)
soffri di più il solletico (2)
qual'e l'ultima canzone di rihanna
"lönnbom  le" (da google.sk)
come fare sesso senza spogliarsi (serviva chiedere a me?)
ruscelletti-giardini
recensione il cavaliere oscuro
ristoranti milano che fanno il fugu
comune di albino leffe negozi di sport calcio numeri di telefono
storie: lo stregone malvagio
metamagia
superclassifica brani ottobre
superclassifica di musica di tutti i tempi
bozu -tero -teru (e questa?)
jado luca
luca harlem
monologo iniziale tommy lee jones non è un paese per vecchi
qual è la cosa più grossa che ti sei giocato a testa o croce?
dediche commemorazione defunti
coloro e       stampo i i dei lony tons (ma che vuol dire?)
ultime uscite cd rock piu' belli
ragazze watamo
un'avventura speciale
nome jado il suo significato
bella femmina pezzo nuda OR grassa "che ci ha visto" -intelligente (solo un genio può cercare una cosa del genere!)
Goliardia Schweiz
ascoli piceno ristoranti natale aperto
hostess croupier belarus
ultimo intervento
graziella spaces
ESEMPLARE DI CARROZZE INDIANE TEXANE
luca "città delle stelle"
ascoli ancona commento
GHEISCE CINESI EPOCA OLD CHINA
cnfronto tra donna greca e gheiscia
derby ascoli ancona 2009
Perché non è sempre Ascoli-Ancona? (è sempre bello ricordare!)
puzzle 12000 pezzi  ultima cena
sant'emidio
Leopoldus (camerieri)
 
Ne riparliamo fra altri 10000 contatti. Buona Domenica a tutti!
January 31

Perché non è sempre Ascoli-Ancona?

Ma che goduria incredibile, indescrivibile, infinita!!!
Il Derby è il Derby, ed un Derby così si merita una bella pagina tutta sua...
Ascoli-Ancona è un evento ad Ascoli, lo si vede dalle facce tese di chi entra allo stadio, o di chi ne parla da più di qualche giorno.
Ascoli-Ancona è quella scarica di adrenalina che solo uno scontro con i cugini può dare ad un tifoso.
Ascoli-Ancona è stata giocata, dominata e vinta 2-0 da un Picchio più che perfetto.
Sommese si scorda di essere un cadavere ambulante e gioca a pallone come pochi sanno fare, Belingheri è letteralmente mostruoso per i primi 60 minuti, il morso del Cobra è finalmente letale e stende l'avversario dopo venti minuti, Colomba guida la baracca e la baracca gli va dietro. Conclusione, l'Ascoli vince una partita stradominata, più di quanto non dicano i numeri. Basti pensare che per vedere il nostro portiere protagonista si è dovuto attendere l'inizio del secondo tempo, quando si è messo ad irridere la curva anconetana che lo fischiava (per chi non lo sapesse, Guarna è stato protagonista assoluto ed artefice della promozione dell'Ancona la stagione scorsa).
Perché non è sempre Ascoli-Ancona, perché non c'è sempre il pienone allo stadio, perché non si esce sempre tutti senza un filo di voce (o con la voce necessaria per chiedere 'Ha visto che Ascoli?'), perché non ci sono sempre tutti gli amici, tanti da doverci mettere in tre file, perché qualcuno si sveglia solo perché c'è l'Ancona e non pensa che l'Ascoli gioca ogni sabato...
 
SOLO SU QUEI GRADONI
SI VIVONO CERTE EMOZIONI!
(SPEGNETE QUESTE CAXXO DI TELEVISIONI!)
January 11

Vacche magre?

Magari è un periodo "un po' così", fatto sta mettiamo qualche punto esclamativo su sabato scorso!
 
It's like rain, on your wedding day
 
Tanto per cominciare, mi sembra giusto ed anche un parecchio scontato che io parli di calcio. Picchio alé, canterò per te e tutto quello che segue, e terza vittoria consecutiva. La Befana per me ed il mio gemello cattivo si è materializzata al 88° minuto al centro dell'area, indossava la maglia bianconera con il numero 22 ed ha incornato un perfetto cross di Giallombardo. Ieri la mia Befana si chiamava Antonio Gaeta!!!
 
It's a free ride when you've already paid
 
Due cartoline dal Ciad!!! Infinitamente grazie a Yasmina e 119mo Paese presente nella mia collezione.
 
It's a good advice that you just didn't take
 
Ieri sera sono stato alla 'Corte del Sole'. Cena sublime, compagnia anche migliore, è sempre un piacere.
 
A traffic jam when you're already late
 
Dopo cena è buona cosa trovare un bel film. Yes man è stato un buon impegno. A me i film di Jim Carrey piacciono parecchio, sicuramente è un film ad alti e bassi, ma è davvero simpaticaccio!
 
A no-smoking sign on your cigarette break
 
Tornando a casa, ho avuto la brillante idea di mettere su Jagged little pill. Arte!
 
It's like ten thousand spoons when all you need is a knife
 
Vacche magre, forse... Evidentemente adoro le vacche magre!
 
Isn't it ironic? Don't you think?
 
 
December 28

Ultimo intervento dell'anno

Bene, non voglio fare i conti di come è andato il 2008, ma solo scrivere le ultime righe dell'anno.
Prima di tutto, lascio ben in vista i migliori auguri di buon compleanno a Vanessa ed Alessandra.
Poi lascio gli auguri di buon 2009 a tutti quelli che passano e, al solito, a quelli che non passano.
Lascio un pensiero affettuoso al Leopoldus: ieri sera i camerieri ci hanno servito la cena in 20 minuti scarsi e alle 21.15 ci hanno invitato ad squagliarci perché c'era gente in attesa. Che il 2009 sia così prodigo di successo e soldi con tutte le altre pizzerie del circondario (a fine anno non potevo augurare il male a qualcuno!).
Infine, lascio un penoso conto alla rovescia alla sera del 31. Vane, non sarò a casa l'ultimo dell'anno... Anzi, forse visto il mio programma, torno a mezzanotte e un quarto! Abolire il Capodanno sarà sempre una decisione troppo tardiva...
December 16

A soul sensation...

Ma dedichiamo un altro post a Kid Rock, dopo quello che celebrava la sua All summer long.
Sull'onda dell'entusiasmo già manifetato ho acquistato ed ascoltato più e più volte il suo Rock n Roll Jesus, e la figata prosegue.
Bellissimo CD, per fortuna Robert James Richie si è tirato fuori dal triangolo 'amoroso' con Pamela Anderson e Tommy Lee, dando una sterzata abbastanza secca alla sua musica. Il Rock 'n' Roll del titolo è solo un po' di sfondo delle love ballads e delle atmosfere country blues, quelle che me lo avevano fatto conoscere musicalmente grazie ad uno splendido duetto con la mia adorata Sheryl Crow intitolato Picture.
Vorrei segnalare qualche canzone nello specifico, ma con la lista davanti non posso che dire che mi piacciono tutte. Quindi ecco direttamente la tracklist:

-Rock n Roll Jesus
-Amen
-All summer long
-Roll on
-So hott
-Sugar
-When U love someone
-New orleans
-Don't tell me U love me
-Blue jeans and a rosary
-Half your age
-Lowlife (Living the highlife)
 
Dopo la musica il cinema, per descrivere il crollo di un mito: Keanu Reeves ha fatto un film che è una cagata pazzesca. L'icona incontrastata della bellezza maschile (argomento disgustoso, ma incontrovertibile) si è reso protagonista scialbo del film di fantascienza Ultimatum alla Terra. Lento, scontato, noioso, ignobile, la fantascienza è solo nel titolo, Keanu dimostra i primi segni degli anni che passano con qualche ruga, il bambino con le treccine l'avrei ammazzato con le mie mani.
Insomma, dopo Ligabue che mi fa le canzoni come Massimo Ranieri, Keanu si mette a fare i film come Steven Seagal. Dove arriveremo?
November 09

Togliamo un po' di polvere...

Ho un paio di serate al cinema da raccontare, e ne approfitto per fare in modo che il mio blog non venga monopolizzato dal discorso 'cartoline'.
Allora, la settimana scorsa sono andato a vedere Tropic thunder: film ben oltre l'estrema demenzialità, e non per questo da scartare ovviamente.
Un cast stellare, un po' di azione totalmente assurda e qualche grassa risata valgono bene il prezzo del biglietto.
Ben Stiller è un po' al di sotto del suo standard (peraltro altissimo), Robert Downey Jr. non sbaglia più un film, Jack Black è semplicemente fenomenale soprattutto quando riecheggia il suo "IL MIO CULOOOO!!!".
Il cammeo di un Tom Cruise corpulento e pelato nei panni del capo della baracca cinematografica che pretende tutto da tutti, ballando a ritmo di rap e facendo ciondolare una catena al collo molto teramana, è una squisita ciliegina sulla torta. Per non parlare della presunta coppia di monaci omosessuali Robert Downey Jr. - Tobey Maguire...
Ieri invece credo di aver sperperato dopo qualche tempo qualche Euro, in occasione di 007 - Quantum of solace. Già ho lasciato trasparire che mi ha fatto abbastanza schifo, faccio seguire anche qualche perché!
Innanzitutto, io avevo visto un solo film di James Bond, il precedente Casino Royale, trovandolo eccellente nel suo genere. In questo davvero non c'è nulla!!!
Daniel Craig non ride, non scherza, non parla, non fa una battuta (c'è mancato un pelo che neanche tromba), semplicemente ammazza tutti: insomma sembrava quasi Schwarzenegger in Commando!
La vicenda è a tratti campata in aria, con un cattivo che sembra la versione francese e ringiovanita di Alvaro Vitali.
La bond girl di turno (al secolo Olga Kurylenko) è senz'altro una bella stangona, ma non è affascinante né seducente, ed il suo personaggio è talmente sottile e trasparente che già l'ho dimenticato. Ma non si potrebbe coprire d'oro Jessica Biel la prossima volta???
Per la prima volta, un episodio di 007 si ricollegava al precedente, ma se questo vuol dire dover ritirare fuori dall'armadio Mathis e Felix che sembravano aver vissuto nella naftalina per due anni, ben vengano gli episodi singoli senza collegamenti.
Insomma, una discreta ciofeca, e non è strano se all'uscita dalla sala è stato ribattezzato Quantum of SOLA!
Bis bald! Animoticon
September 25

La radio alcune volte è una macchina del tempo!

Ieri mi sono concesso una gitarella all'estero (escursione in giornata a San Marino). All'altezza di Ancona il lettore CD ha avuto una crisi cardiocircolatoria; essendo in autostrada, non ho potuto provvedere ad un'operazione a cuore aperto e sono passato contrariamente alle mie abitudini alla radio.
Tempo 5 minuti ed una non ben identificata radio anconetana mi ha regalato una canzone che avevo praticamente dimenticato. E quante volte avevo gridato i suoi Sha-la-la-la-la-la-la...
 
 
Counting Crows - Mr. Jones
 
I was down at the New Amsterdam staring
at this yellow-haired girl
Mr. Jones strikes up a conversation with this
black- haired flamenco dancer
She dances while his father plays guitar
She's suddenly beautiful
We all want something beautiful
man I wish I was beautiful
So come dance this silence down through the morning
Cut up, Maria! Show me some of them Spanish dances
Pass me a bottle, Mr. Jones
Believe in me
Help me believe in anything
cause I want to be someone who believes
Mr. Jones and me tell each other fairy tales
and we stare at the beautiful women
"She's looking at you. Ah, no, no, she's looking at me."
Smiling in the bright lights
Coming through in stereo
When everybody loves you, you can never be lonely
I will paint my picture
Paint myself in blue and red and black and gray
All of the beautiful colors are very very meaningful
Gray is my favorite color
I felt so symbolic yesterday
If I knew Picasso
I would buy myself a gray guitar and play
Mr. Jones and me look into the future
Stare at the beautiful women
"She's looking at you.
, I don't think so. She's looking at me."
Standing in the spotlight
I bought myself a gray guitar
When everybody loves me, I will never be lonely
I will never be lonely
I will never be lonely
I want to be a lion
Everybody wants to pass as cats
We all want to be big big stars, but we all got different
reasons for that
Believe in me because I don't believe in anything
and I want to be someone to believe
Mr. Jones and me stumbling through the barrio
Yeah we stare at the beautiful women
"She's perfect for you, Man, there's got to be
somebody for me."
I want to be Bob Dylan
Mr. Jones wishes he was someone just a little more
funky
When everybody loves you, son, that's just about as
funky as you can be
Mr. Jones and me staring at the video
when I look at the television, I want to see me staring
right back at me
We all want to be big stars, but we don't know why
and we don't know how
But when everybody loves me, I'm going to be just
about as happy as I can be
Mr. Jones and me, we're gonna be big stars...
September 14

Domani si ricomincia...

...ma il vero dramma è la retrocessione dei Matematici, che tornano in VII Serie dopo due stagioni.
Il viaggio in Giappone del Presidentissimo ha tolto ai ragazzi il loro punto di riferimento nel momento topico della stagione.
Sul fronte mercato, via il fumosissimo spagnolo Jado e dentro sin da subito lo svizzero Luginbühl e la giovane promessa Peschke. Si valuterà attentamente l'operato dell'allenatore Yang Pak-kin: non ci saranno gesti sconsiderati dettati dalla delusione, ma non è escluso un cambio alla guida della squadra.
(A margine, domani a quest'ora sarà già -199!)
September 09

Cronache giapponesi (7)

Concludo stancamente il racconto, per evidenziare l'imponente stanchezza fisica, ma soprattutto mentale, di questi ultimi tre giorni di viaggio. L'itinerario ci porta per un giorni ad Himeji, poi si torna a Tokyo con obiettivo shopping!
Himeji è una piccola cittadina in confronto a ciò che abbiamo già visto, ma per noi significa due cose: il castello dell'Airone Bianco e la notte in ryokan.
La visita all'Himeji-jo è stata molto bella, ma un'ora di cammino sotto un sole stroncante lascia dei segni indelebili. Il castello è davvero bellissimo, ma io ho apprezzato tantissimo il meraviglioso giardino Koko-en, che ci ha regalato un buon pranzo ed un bel po' di refrigerio. Stanchi come non mai, abbiamo comunque deciso di scarpinare in cima al monte Shosha fino al tempio Engyo-ji. Non che non ne avessimo già abbastanza di templi, ma in questo complesso sono state girate alcune scene del film L'ultimo samurai (Tom Cruise).
Al ritorno in hotel avremmo voluto stramazzare, ma la camera giapponese non prevede letti, se non una sottospecie di materasso che viene srotolato a necessità sul pavimento. Ripieghiamo quindi per la soluzione da immortali, doccia rapida e ci tuffiamo nella vita notturna di Himeji. Il tuffo si conclude miseramente con uno schianto, come se dalla piscina qualcuno avesse improvvidamente tolto l'acqua! Himeji alle 19.30 si sta lentamente spegnendo, e alle 20 è proprio morta! Di corsa ci infiliamo in un ristorante e rimediamo al bisogno primario, ma alle 21 ci troviamo davvero senza nulla da fare. L'unica opportunità non indecente è unirsi alle uniche 4 persone ultra-ventenni ancora in giro, precisamente da Starbucks!!!
La tiriamo alla lunga per quanto possiamo, ma alla fine tocchiamo il fondo e ce ne torniamo in camera alle 22.30. Nella nostra camera giapponese troviamo modo di fare delle foto completamente deficienti, prima di prepararci alla notte più difficile di tutto il viaggio. I dolori alla schiena la mattina dopo sono lancinanti, dormire per terra è peggio che non dormire affatto.
A ritemprarmi (e uso volutamente il singolare perché sono stato lasciato solo in questa attività) arriva una bella colazione giapponese: ricordo un piatto diviso in nove parti, con una fettona di salmone arrosto al centro, fagioli dolci, pancetta lessa, ed altre cose totalmente inconciliabili. Il traumatizzante sushi del primo giorno adesso è un lontano e nostalgico ricordo...
Dopo questa schifezza, viaggio in treno e di nuovo a Tokyo. Cosa dire dei due giorni che seguono, se non che ne abbiamo passati la maggior parte in giro per Akiba a riempire le due valigie supplementari. Inoltre, abbiamo fatto in modo che il mondo dica che gli italiani sono signori nel vero senso della parola: abbiamo invitato la nostra amica Kie a cena in un posto magnifico! Trattasi del New York Grill, al 52mo piano della Shinjuku Tower, con il suo panorama mozzafiato reso famoso (secondo Mauro) dal film di Sofia Coppola Lost in translation. Io non ne sapevo nulla, ma ho aderito con gioia all'iniziativa; la gioia mi si è un attimino smorzata quando mi sono reso conto di aver pagato una cena un certo numero di Euro (15 solo per una bottiglia di acqua liscia). E lì a dirci che "Signori si nasce" per dieci giorni, con le lacrime agli occhi al pensiero dell'esborso...
Per fortuna il Karma ci ha ricompensato due giorni dopo: in partenza da Tokyo c'è una situazione di overbooking, quindi una hostess giapponese ci dice tutta sorridente che ci hanno riservato un posto in prima classe per il volo di ritorno. Bene, adesso che l'ho provata posso dire senza esagerare che la differenza tra un viaggio in aereo in prima classe ed uno di seconda è la stessa che passa tra un giro con la Ducati Desmo 16 ed una pedalata sulla Graziella di nonna. Spettacolo puro, giornali, film, champagne per aperitivo, filetto per cena, hostess sempre pronte e sorridenti. In questo paradiso, tra Iron Man e A beautiful mind in inglese, ci ritroviamo a Fiumicino in un lampo. Una pizza sulla strada, un pensiero agli esami del giorno dopo, un altro 'qualcosa di grande' che si aggiunge ai miei ricordi.
 
(THE END)
September 03

Cronache giapponesi (6)

Dopo le stranezze di Beppu, il nostro itinerario è ripartito verso nord, destinazione Hiroshima.
La città, tristemente nota per essere stato il primo bersaglio di una bomba atomica, ci avrebbe ospitato per due giorni.
Siamo subito presi dall'irreale serenità della città, tempestata di testimonianze della tragedia.
Il nostro albergo è proprio sulla via principale, chiamata non a caso 'Peace Boulevard'. Si tratta di un ampio viale alberato, che mi ha un po' ricordato 'Unter den Linden' a Berlino. Il viale punta verso il Peace Memorial Park, un parco stranamente molto americano nelle forme. Essendo tardo pomeriggio, ci siamo diretti subito al Museo della Pace. Il Museo è ricchissimo di oggetti, testimonianze, foto e quant'altro. Toglie letteralmente il fiato il confronto tra i due plastici, la cui collocazione temporale differisce di poco più di trenta secondi: una città completamente rasa al suolo in un lampo di fuoco. Sorprendente leggere che la bomba è esplosa a più di 500 metri dal suolo, o di come Hiroshima sia stata scelta come obiettivo perché quella mattina del 6 agosto c'era il sole, o vedere gli oltre 600 telegrammi inviati dal sindaco in carica ogni volta che un Paese esegue un test nucleare.
All'uscita dal Museo ci siamo diretti verso il Cenotafio per le vittime della bomba (140000 circa nell'esplosione, incalcolabili i decessi per le esposizioni alle radiazioni). Al centro, una fiamma che verrà fatta ardere fino a quando l'ultima bomba atomica non sparirà dal nostro pianeta. La camminata poi prosegue fino all'A-Bomb Dome. La vecchia Camera di Promozione industriale di Hiroshima è uno dei due edifici rimasti parzialmente in piedi nella parte centrale della città (l'altro era una scuola elementare, e forse è il caso di sorvolare sul fatto che è stato recentemente convertito in centro commerciale). Lo scheletro della cupola dell'A-Bomb Dome è probabilmente l'immagine più conosciuta di Hiroshima.
La sera ci incontriamo con i nostri amici e andiamo ad Okonomi-mura Village. Si tratta di un palazzo costituito da oltre trenta ristorantini specializzati in Okonomi-yaki. I locali sono praticamente dei banconi attorno a cui si siedono i clienti. Ne scegliamo uno e ci sediamo, ed in breve 4 italiani lo rendono sicuramente il posto più rumoroso del circondario. L'esperienza è molto divertente, ma l'Okonomi-yaki di Osaka è stata decisamente superiore!
Il giorno dopo andiamo all'isola di Miyajima, con il suo splendido tempio e il torii galleggiante. Siamo di nuovo in balia dei cervi e delle frescacce, perché i negozi di souvenir sono tantissimi!
Per cena ritroviamo Ale, Ale e Za Watami. Domani si torna a Tokyo, ma i posti da visitare sono finiti: in perfetto orario sulle previsioni, la voglia di tornare a casa mi piomba addosso come un treno merci.
Dopo cena, finiamo in una sala Pachinko dove, tra i sorrisi nervosi degli inservienti, Alessandra sbanca! Purtroppo il triplice fischio dell'ora di chiusura interrompe la partita, ma un piccolo gruzzolo da Hiroshima ha preso la via di Milano! Fantastica la scena del pagamento: alla nostra amica vengono consegnate delle scatoline, ad occhio contenenti piccole lamine d'oro. All'uscita veniamo scortati dall'altro lato della strada, dove si apre una finestrella; infiliamo le scatoline nella finestrella, e dopo qualche secondo esce una mano con i soldi corrispondenti, sprangando subito dopo l'apertura! Per festeggiare troviamo un locale stra-deserto ispirato a Tom & Jerry, con il barista completamente fumato e del buon Sho-chu.
Appuntamento all'ultima puntata, con Tokyo ed il ritorno a casa.
 
(TO BE CONTINUED)
August 31

Cronache giapponesi (5)

Va bene, torniamo al lavoro. Il weekend di scrutini con partita dell'Ascoli annessa ha rallentato un pelo la narrazione.
Si va a Beppu, quindi. Località sconosciuta ai più, Beppu è una piccola cittadina termale nell'isola di Kyushu, nel sud del Giappone. La destinazione è poco battuta dagli occidentali, e qualcosa di strampalato ci doveva pur essere nel nostro itinerario (soprattutto non potendo raggiungere Okinawa).
Una bella scarpinata ferroviara, quantizzabile in 700 km e 4 ore, ci ha portato verso la prefettura di Oita. Lungo il viaggio, in un momento in cui stranamente non dormivo, per qualche minuto si è aperta la vista sull'Oceano Pacifico. Guardando ad est verso quell'immensa distesa d'acqua, ho ripensato a quando due anni fa ero a passeggio a piedi nudi per la spiaggia di Malibu, con la maglietta dell'Ascoli e la voglia di pasta, e guardavo per la prima volta il Pacifico, chiedendomi se sarei riuscito a vedere cosa c'era al di là...
Arriviamo in zona nel periodo festivo giapponese denominato Obon: è un qualcosa che ricorda la nostra commemorazione dei defunti, ed essendo festa per tutto e tutti, un mare di gente si mette in viaggio. Con quest'orda di giapponesi in giro, ci è risultato impossibile trovare un posto a Beppu, e ci siamo rifugiati a 10 km nella città di Oita. La scelta di riserva si è rivelata estremamente fortunata! Prima di tutto perché appena abbiamo messo piede nell'hotel si è presentato all'istante un tipo che mi ha accolto dicendomi "Mr. Damiani, welcome to Oita!"; non penso che vedessero occidentali con una certa frequenza. Inoltre l'hotel ci affittava gratuitamente le biciclette, consentendoci di scorrazzare per la città con l'ennesimo mezzo di trasporto.
La prima sera andiamo a Beppu con un obiettivo ben preciso: assaggiare il pesce palla! Leggere a posteriori la pagina di Wikipedia sulla Tetradotossina fa venire un bel po' di sudori freddi, ma a quanto sembra sono ancora qui a raccontarlo!
Insomma la sera ci giriamo il centro di Beppu fino a quando non arriviamo ad un'insegna inconfondibile. Facciamo per entrare ed in quel momento esce una coppia di italiani (Alessandro ed Alessandra, familiarizzate con loro perché appariranno spesso). Due secondi per riconoscere la nostra provenienza ed Alessandra parte con "Buono! Buonissimo!!! Fantastico!!! Meraviglioso!!!". Non avevamo dubbi, ma è stato uno stimolo in più ad accomodarsi. Sashimi di fugu (il più buono che abbia mangiato) e fugu fritto (buono pure questo, ma un sapore un po' meno caratteristico). Mi faccio una foto con cuoco e cameriera, e ci diamo appuntamento alla sera successiva!
La giornata seguente è un continuo vagare! Saliamo con l'autobus alla frazione di Myoban, e qui la gente ci guardava continuamente. Una signora di 190 anni ci ha salutato mentre passavamo, ed un paio di signori un po' anglofoni ci sono venuti a chiedere da dove venivamo. Poi entriamo in qualche jigoku: letteralmente 'inferni', gli jigoku sono pozze di acqua bollente proveniente direttamente dal sottosuolo; particolarmente bello il Bozu Jigoku, o 'inferno del monaco'.
Ma c'è un'altra cosa che dobbiamo assolutamente fare, ovvero una bella onsen (bagno termale): becchiamo un centro termale, acquistiamo un asciugamano poco più grande di una cartolina, e ci dirigiamo ai bagni. Il panico è a livelli critici, perché per i giapponesi quest'usanza più che un momento di relax è un rituale. Ad alleggerire un momento la tensione arriva Alessandra, che incrociamo poco prima dell'ingresso. Ci racconta un po' com'è andata a lei, prendiamo fiato e ci buttiamo dentro.
Sarà stata la soggezione, ma la quantità di sguardi che ci siamo sentiti addosso da quando ci siamo tolti i vestiti a quando ce li siamo rimessi è stata ben oltre le nostre capacità di calcolo!
Man mano che siamo dentro, cominciamo a fare come loro tentando di rilassarci. Quello che per questa volta non abbiamo fatto (sbagliando), è ammassarci come le bestie nei punti in cui i bagni maschili e quelli femminili sono a stretto contatto. L'acqua che sgorga direttamente dalle viscere della terra è fin troppo calda; ma il dramma è il bagno di fango, che è chiaramente ustionante.
Insomma, giriamo dentro per un'ora buona per un'esperienza sicuramente unica. Non ci sono foto (e meno male, visto com'eravamo conciati!), poiché nelle onsen si entra solo con l'asciugamano/cartolina.
Si fa sera, ed una nuova generosa porzione di fugu ci attende: nel solito ristorante incrociamo per la terza volta Ale e Ale. Dopo cena ci uniamo a loro per un sake ed un gelato quasi decente, e visto che la prossima tappa è per tutti la città di Hiroshima, ci diamo appuntamento per la sera successiva.
Ma Hiroshima è un'altra storia, quindi ne parliamo alla prossima...
 
(TO BE CONTINUED)
August 28

Cronache giapponesi (4)

Il 10 agosto i nostri sentieri hanno cominciato a srotolarsi attraverso il Giappone. La prima destinazione è stata Kyoto.
La mattinata di viaggio ci ha portati attraverso il Kansai alla città più ricca di testimonianze giapponesi. Duemila edifici rilevanti, tra templi e santuari, e 17 siti UNESCO riconosciuti come patrimonio dell'umanità. Capiamo sin da subito che i due giorni scarsi che potremo dedicare alla città non basteranno che per coprire una piccola parte delle sue attrazioni.
L'arrivo ci sorprende, o meglio sorprende la stazione di arrivo. Un complesso megagalattico, luccicante e fantascentifico, dentro c'è qualunque cosa immaginabile! Tra le tante cose, c'è anche l'Hotel Granvia, scelto per limitare al minimo le traversie per arrivare in camera e quindi per avere il maggior tempo possibile a disposizione.
A margine, faccio notare come il nostro hotel avesse al suo interno ben 6 ristoranti, quindi pensando all'effetto matrioska, potete rendervi conto di come la stazione sia in effetti una città!
Il Granvia è stato il colpo di genio della vacanza, un trattamento in guanti bianchi, una camera spaziosa e fornita di ogni confort, una posizione invidiabile dal punto di vista dei trasporti, il tutto per una spesa non imponente. In più, ci hanno dato anche una lavata ad una serie di magliette usate: è la prima volta che in viaggio devo usare il servizio lavanderia, ma il clima terrificante ci ha costretto ad usare (e considerare non più usabili) almeno due magliette al giorno!
Il pomeriggio a Kyoto lo passiamo in giro per santuari, la sera ce ne andiamo nella zona caratteristica di Ponto-cho, in cerca di cibo e con la speranza di vedere dal vivo qualche gheiscia originale.
Purtroppo riusciamo solo a mangiare, familiarizzando con la catena di ristoranti giapponesi Za Watami che ci accompagnerà anche in altre città. Per quanto riguarda le gheisce, l'occhio attento ed esperto del mio compagno di viaggio seleziona solo un paio di maiko tra le tantissime ragazze in kimono (sempre più belle) che girano per il quartiere.
La zona comunque è davvero meritevole, con case basse, ornamenti tipici, ruscelletti, giardini e facce degli autoctoni che danno proprio l'idea di essere in Giappone! Decidiamo di ritornarci per il pranzo del giorno dopo, in modo da vederla anche di giorno.
Ma il giorno dopo ci aspetta davvero un tour de force: lancia in resta da un tempio all'altro, da un autobus all'altro, cercando di visitare il più possibile di una città che meriterebbe anche più di una settimana!
Il posto più bello del giorno è stato senz'altro il Padiglione d'Oro, o Kinkaku-ji: una meraviglia che non è facile descrivere a parole!
La scena più bella, già conosciuta da qualcuno, è accaduta viceversa quando mi sono reso conto di aver smarrito la mappa in lingua inglese degli autobus! Dramma!!! Ci restava solo l'analoga con i caratteri in giapponese. Il resto della giornata (era metà mattina) l'ho passata ad interpretare incomprensibili caratteri kanji tentando di capire se dovevamo scendere dopo due o tre fermate (il tutto mentre Mauro continuava a confondersi con i giapponesi giocando a Pro Evolution sul suo Nintendo!). Alla fine forse siamo stati rallentati, ma non abbiamo mai sbagliato strada...
Il passaggio a Ponto-cho con il favore della luce è stato un po' deludente: abbiamo potuto fare le foto, contrariamente alla sera prima, ma il traffico e la luce toglievano decisamente atmosfera e fascino alla zona. In crisi di astinenza di carne, abbiamo mangiato in un prosaico McDonald, tra un tavolo di una maiko che sorseggiava pensierosa un the, un tavolo di un tizio in giacca e cravatta che dormiva di fianco ai resti del suo BigMac ed un tavolo di 6 ragazzi immersi in una partita in rete con le PSP! Questo è il Giappone...
Il giorno dopo ci siamo spostati ad Uji per il Byodo-in, e per il Fushimi-inari Tashima, un complesso religioso meraviglioso. La caratteristica di quest'ultimo è di avere una camminata di torii lunga oltre 4 km. Il torii è un portale, in genere posto all'ingresso dei complessi religiosi o anche alle porte della città. In questo santuario ce ne sono più di 4000, disposti uno dopo l'altro, a formare un tunnel/sentiero che si snoda nelle colline circostanti. All'apice della nostra camminata, nel punto più alto e più lontano dalla 'civiltà', ci siamo corroborati approfonditamente con una bollente tazza di the verde servita in una terrazza sul bosco. La vista era mozzafiato, ma era ancora più mozzafiato stare inginocchiati per terra a bere quella brodaglia caldissima, con i km di cammino che pesavano sulle articolazioni e i 45 gradi che non ci lasciavano nemmeno nella foresta!
Dopo esserci purificati, siamo tornati a prendere i bagagli e ci siamo spostati ad Osaka (15 minuti di shinkansen), città molto molto più turbinosa e scintillante. Il turbinio ruota attorno alla via chiamata Dotombori, piena di ristoranti specializzati in okonomi-yaki e di sale Pachinko.
L'okonomi-yaki è una specie di frittella che ognuno si può guarnire con gli ingredienti che preferisce (immaginate la quantità di formaggio e cipolle che c'era sulla mia). Il Pachinko invece è una specie di flipper giapponese, basato su abilità e tanta tanta fortuna; non avendo né l'una, né l'altra, abbiamo lasciato una ventina di Euro in giro per il Giappone.
La giornata successiva è stata dedicata alla visita di Nara, l'antica capitale del Giappone. Insieme a Kyoto, il posto più bello da vedere, impreziosito da un gioiello chiamato Toda-ji. Altra cosa unica di Nara, è che in alcune zone della città cervi e cerbiatti girano totalmente liberi per le vie ed i parchi, lasciandosi avvicinare ed accarezzare dai passanti. L'unico rischio, oltre che un cervo si imbizzarrisca e ti trafigga con le corna, è che lo stesso cervo sia affamato e tenti di mangiarti la cartina della città o la Lonely!
Queste erano Kyoto, Osaka e Nara, domani si parte per la sconosciutissima Beppu!

(TO BE CONTINUED)
August 27

Cronache giapponesi (3)

Ed eccoci alla terza puntata delle mie (nostre) peripezie giapponesi.
Il 9 agosto è stata un'altra giornata dedicata alla visita della capitale giapponese. Dopo la lezione di storia del Maurino sullo shogun Tokugawa, puntiamo diretti alla Tokyo Tower.
Una copia della ben più famosa opera di Eiffel ci accoglie, stranamente contornata di pupazzi e personaggi dei fumetti. La lingua al solito non ci aiuta molto, e cercando di interpretare le poche scritte in inglese, crediamo di capire che c'è un biglietto che ci consentirà l'ascesa alla torre e l'ingresso ad una specie di mostra, sul cui cartellone pubblicitario campeggiano un centinaio di personaggi "anime" (Rocky Joe, Tommy la stella dei Giants, il leone Simba ecc.).
L'eccitazione del mio compagno di viaggio è a livelli critici, ma essendo l'ingresso dell'ascensore della torre il primo che ci capita davanti, saliamo a velocità sostenuta ad un centinaio di metri da terra, per dare un'occhiata dall'alto alla capitale giapponese!
La visione non è certo mozzafiato data la foschia e lo smog. Ovviamente il signor Fuji, nonostante chiare indicazioni sulla direzione, si nega ancora alla nostra vista! Magari con la mostra andrà meglio, pensiamo scendendo! Quando siamo giù, cerchiamo di orientarci e di avere indicazioni tenendo in mano il volantino pubblicitario. Nessuno che avesse un accenno di inglese nel bagaglio culturale, ma riusciamo ad arrivare di fronte ad una scalinata, con due simpatici ragazzi giapponesi che ci chiedono il biglietto. Sfoderiamo i nostri bigliettoni formato-famiglia, e questi cominciano a guardarci e fare segno di no. Da qui parte una scena drammatica che poteva sfociare in tragedia: perché ovviamente questi due non spiccicavano una parola di inglese, e Chips poteva ucciderli se non avesse avuto a disposizione entro 4 secondi un qualunque disegno di Yattaman!
Scomodiamo metà del personale in servizio sulla torre, ma non se ne esce. La loro saggezza orientale comunque consiglia loro di farci entrare ugualmente!
Alla quarta rampa di scale, costantemente accompagnati da vignette dei nostri amici fumettosi, ma anche da 40 gradi e 95% di umidità, cominciano i primi segni di squilibrio! Segni che diventano follia pura dopo i 500 gradini percorsi, e una sudata addosso manco avessi fatto la Marathon des Sables. L'adrenalina mi porta ad arrivare a quota 680 gradini senza pausa, staccando anche numerose frotte di bambini giapponesi, mentre Mauro si accascia a metà strada e mi raggiunge dopo un quarto d'ora! Varchiamo il portone, speranzosi ma completamente obnubilati, e ci ritroviamo nell'androne che un'ora prima avevamo raggiunto in ascensore. L'attacco di nervoso è stato cancellato dalla foga per soffiare a due vecchietti gli ultimi due posti a sedere, in modo da meditare approfonditamente sui nostri errori!
Ma discendiamo orsù dalla torre e ci avviamo all'incontro con Kie. Chi è Kie (che pare la solita presa per il culo!)? Per chi non lo sapesse, è una ragazza giapponese che ho conosciuto nei menadri più remoti del World Wide Web. Non immaginando quanto potessimo essere sudati, c'eravamo organizzati per incontrarci per pranzo a Roppongi, e così è andata!
La cornice del nostro incontro è stata molto simpatica, in quanto c'era una banda di 60 giapponesi provvisti di furgoni e megafoni a fare una manifestazione terribilmente rumorosa, culminata con una serie di "Banzai" che ci hanno fatto temere il peggio.
Insomma, pranzo a Roppongi Hills, scelto, orchestrato e gentilmente offerto dalla nostra ospite ospitante. Poi puntata ad Asakusa per vedere il Senso-ji, e a seguire Akihabara, il quartiere dell'elettronica (e delle fregnacce più incredibili, aggiungo io). Sorvolo volutamente sulle peripezie per sostenere un qualunque discorso in inglese; la visita del Senso-ji è molto piacevole, per la bellezza del tempio e la tipicità del mercatino che si tiene lì davanti.
Ma Akihabara (o Akiba, in versione ristretta) da quel punto di vista ci stronca: perché in effetti di elettronica ce n'è un mare, ma di oggetti ed oggettini mai visti e mai immaginati ce n'è un oceano!
Tra i cartoni animati a noi conosciuti la fanno da padrone Gundam, con almeno un esponente a grandezza umana ogni negozietto, e Doraemon. Tanto su Ken Shiro e Yattaman, qualcosina su Jeeg, Mazinga e Goldrake, qualche Dr. Slump ed Arale, pochissimo su Holly e Benji (a parte che Holly fa la pubblicità di una bibita), nulla sull'Uomo Tigre, per fare un riassunto molto sommario su quello che abbiamo visto.
A proposito di anime, ne abbiamo parlato anche con Kie, ed ho trovato curioso che siamo nati e viviamo a 10000 km di distanza ma siamo cresciuti più o meno con gli stessi cartoni animati. Il culmine della discussione si è toccato poi quando, parlando di sport e di calcio, lei ci ha detto una frase del tipo "Beh, il calcio non era molto conosciuto in Giappone, poi hanno fatto il cartone anomato "Captain Tsubasa", e tuti sono impazziti per il calcio!". Lascio immaginare a tutti le scene di giubilo ed il tentativo di estrarle tutti i nomi giapponesi dei vari personaggi, oltre a Tsubasa (Holly) e Genzo (Benji).
All'ora di cena, ce ne torniamo in hotel, promettendo alla nostra guida di ricambiarle l'invito al nostro ritorno a Tokyo gli ultimi due giorni del viaggio. Domani ci aspetta lo spostamento a Kyoto, ma questa è un'altra storia!

(TO BE CONTINUED)
August 25

Cronache giapponesi (2)

Bene, ripartiamo dall'8/8/2008. giorno con cui abbiamo il primo contatto con i famosi treni giapponesi.
Il progetto iniziale della giornata, la scalata al monte Fuji, naufraga miseramente: sono necessarie almeno 5 ore di cammino per l'ascesa, un'ora per fare il giro della bocca del vulcano, e quattro ore per scendere, ed è ben oltre il tempo che abbiamo a disposizione. Ripieghiamo con un'escursione nella regione di Hakone, meta classica del turismo giapponese, essendo la zona migliore per vedere il loro adorato Fuji-san.
Ci rechiamo in stazione di buon ora, con il turbinio di Tokyo che ci fa da contorno. La quantità di persone che prende la metropolitana è davvero incredibile, e continuamente vediamo dei "padroni del mondo" in giacca, cravatta e 24 ore, seduti in un angolo a spremere il loro Nintendo DS sperando di finire la partita prima di arrivare alla fermata!
Puntualissimo come leggenda dice, lo shinkansen che ci deve prelevare arriva alla stazione di Tokyo. E subito scena unica!
Il treno arriva al capolinea e si prepara a ripartire nella direzione da cui veniva; scendono i passeggeri e entrano al volo una diecina di inservienti. Nel giro di cinque minuti li vediamo sfrecciare all'interno del treno e: invertire il verso dei sedili, in modo che i passeggeri viaggino nella direzione di marcia, togliere i poggiatesta, spolverare, pulire per terra, rimettere i poggiatesta, pulire i vetri. Un cambio gomme in Formula 1 non trasmette lo stesso senso di solerzia ed organizzazione! 
Un'altra cosa curiosa è che il treno superveloce, la meraviglia e l'orgoglio delle ferrovie giapponesi, c'ha un bel Pikachu gigantesco stampato su ogni carrozza. I giapponesi sono in grado di mettere i fumetti (talvolta esplicativi) anche sul Modello Unico per le tasse! Da italiani puzzoni, saliamo un po' dove capita, ma cominciamo a notare e ad imparare che sul marciapiede della stazione ci sono indicati i punti esatti in cui si apriranno le porte di qualunque treno, in modo che ognuno possa mettersi esattamente nel punto in cui deve salire. Ovviamente in tali punti si formano dei rigorosissimi incolonnamenti. I giapponesi hanno un fila per fare qualunque cosa, a patto che sia una fila della larghezza di una persona: una volta abbiamo visto la fila per entrare in un centro commerciale che stava per aprire. Le persone erano una dietro l'altra per un centinaio di metri, invece di ammassarsi come una mandria di bufali davanti ad una porta gigantesca.
Ma torniamo al treno: la cosa fantastica non è solo il fatto che sfrecci a velocità supersonica! Per esempio, ogni posto è dotato di tutti i confort, compresi tavolino e portabicchiere. Sul retro del tavolino c'è la piantina di tutto il treno, in modo che chiunque possa trovare il telefono pubblico, i bagni, il bidone dell'immondizia, il distributore automatico di bibite, la nursery e forse anche il fabbro ed il dentista! Ovviamente tutti coloro che entrano o escono dalla carrozza (inservienti o controllori) salutano i passeggeri profondendosi in inchini.
Con un cambio ed un paio d'ore arriviamo ad Hakone-Yumoto per l'ora di pranzo. Qua di occidentale non c'è nulla e nessuno! La Lonely ed il centro informazioni turistiche ci aiutano a trovare un ristorante locale per assaggiare gli udon. Raggiungiamo il posto, ci accomodiamo ed arrivano le portate. Le bacchette non sono ancora il nostro forte, mangiarci degli spaghettoni in brodo è difficilissimo. In aggiunta alla difficoltà del momento, al nostro stesso tavolo viene fatta accomodare una coppia di giapponesi (usanza abbastanza comune). Ovviamente, per non fare la figura dei cafoni, io e Mauro cominciamo a mangiare come nemmeno la famiglia reale inglese, silenziosi come un fiore di loto che si poggia sulla superficie di un lago. Questi di rimbalzo attaccano un concerto di surchiate! Questo è ciò che prevede il bon-ton giapponese per mangiare gli spaghetti, non potendo attorcigliarli attorno la forchetta se ne afferrano due o tre e si tirano su con l'effetto 'pompa idrovora'! Ho rischiato di non sopravvivere...
Da Hakone-Yumoto fino a Moto-Hakone ('sta storia dei nomi di paesi sembra un po' una presa per il culo, ma vi assicuro che si chiamano proprio così) prendiamo ogni mezzo di locomozione possibile, autobus, treno, littorina, finuvia e via dicendo, tentando di trovare uno scorcio di vista verso l'agognato Fuji. Ci va male, perché nuvole e foschia arrivano puntuali nascondendo la montagna sacra!
Senonché mi rendo protagonista del solito episodio geniale: saliamo nella funivia e ci accompagnano una rumorosa famigliola giapponese e una specie di stangona incredibile! Una moracciona oltre l'1.80, riccia con gli occhi verdi ed un fisico scultoreo. Dopo qualche minuto di funivia la tizia mi dà una pacca sulla spalla (fratturata, visto che lei era una specie di statua marmorea!) e mi grida: "Guarda! Guarda! Guardaaa! Eccolo!!!! L'hai visto???" Io reagisco un po' istintivamente cercando di non mostrare che prestavo molta più attenzione a lei che al Fuji e rispondo: "Sì, certo! Era ora!!!" e guardando contemporaneamente dalla parte sbagliata.  In sordina, colto il suo sguardo impietosito, mi giro dietro di me e NON faccio in tempo a vedere il monte malefico che sparisce di nuovo tra le nubi...
E così, con le pive nel sacco ce ne torniamo a Tokyo per cena, senza un'immagine del Fuji che continuerà a sfuggirci per tutta la vacanza!
 
(TO BE CONTINUED)
August 23

Cronache giapponesi (1)

Bene, a quanto sembra sono tornato... Non so bene se la confusione assoluta che ho in testa al momento mi consentirà un resoconto apprezzabile, in ogni caso provo a parteciparvi degli ultimi 20 giorni.
Fin dalla partenza da Fiumicino si poteva intuire che sarebbe stato un viaggio completamente diverso dai precedenti: l'orario di volo (21.50) ci ha fatto arrivare in un aeroporto praticamente deserto, una specie di oasi felice del viaggiatore in confronto a tutti i gironi danteschi degli anni passati! Check-in e pratiche d'imbarco sbrigate in 20 minuti scarsi, nessuna coda, nessun intoppo.
Il volo (12 ore sane sane, senza scalo) mi ha visto protagonista di un lungo sonno ristoratore, considerata soprattutto la totale assenza di intrattenimento in italiano; fatto sta, alla decima partita di scacchi contro un programma idiota, mi sono addormentato placido e mi sono risvegliato ad un'ora da Tokyo.
La capitale del Giappone, che ci avrebbe fatto da casa per 6 giorni, non ha un grande impatto visivo, soprattutto agli occhi che sono 'sopravvissuti' alla vista di New York, Las Vegas o Los Angeles. Arriviamo che sono le 19 locali, il tempo di una doccia e ci tuffiamo nella bagarre notturna del quartiere di Shinjuku.
Vivendo in simbiosi con la Lonely Planet, cerchiamo il primo approccio al cibo giapponese, ed il tutto avviene nel ristorante Ibuki specializzato in sukiyaki.
Ovviamente all'ingresso veniamo privati delle nostre scarpe, ci fanno accomodare su un tavolo che stacca 15 cm da terra, ci portano le bacchette, un asciugamanino per lavarsi le mani, una tazza di the verde incandescente (in effetti più che il leggendario the verde sembrava la risciacquatura della cicoria lessa portata a temperatura con del piombo fuso!). Il dramma si sfiora quando, alla nostra ordinazione, ci portano una cofana piena di ingredienti di ogni tipo, ci accendono un fornello in mezzo al tavolo e ci lasciano in balia dei nostri dubbi occidentali. Passi che devo stare scalzo, in ginocchio e che devo mangiare con degli zeppi, ma se sapevo che dovevo pure cucinare, stavo a casa!
Fatto sta, i nostri sguardi imploranti incrociano la padrona del locale, che ci dà una grossa mano a partire con le nostre esperienze giapponesi. La signora parla inglese e il nostro primo sukiyaki comincia a prendere forma. In questa occasione (ed in molte altre seguenti), scopriamo che c'è una sola cosa peggiore di un giapponese che non parla inglese: ed è un giapponese che parla inglese! Sono sicuramente l'ultimo a poter parlare, ma davvero la totale incapacità giapponese nel pronunciare alcuni suoni (that --> set; really --> lili; DVD --> DBD; ecc.) rende il loro inglese incomprensibile, soprattutto all'inizio.
Alla fine, ne usciamo bene; rimandato momentaneamente il contatto con qualunque cosa cruda. Alle 22 ci viene chiesto di uscire perché è molto tardi (mmmm, andiamo bene!) e quindi passeggiata per Shinjuku. La serata dura poco perché, sebbene in questa zona ci sia davvero molta gente in giro, sono pochi i locali ancora aperti, quindi a nanna!
Ma se la serata dura poco, la nottata dura pochissimo: il fuso si fa sentire, e alle 4 di notte, entrambi svegli, decidiamo di prepararci ed uscire per andare a vedere il mercato del pesce di Tokyo.
Tra docce, camminate e metropolitane, siamo lì alle 5.30, ed è davvero un posto imperdibile! Forse nemmeno le foto, che pubblicherò quanto prima, possono rendere l'idea della sterminata distesa di bancarelle, della quantità di pesce e di specie varie che ho visto. E nemmeno del rischio che si corre ad andare in giro senza prestare attenzione alla miriade di motorette giapponesi che sfrecciano tra i banchi del pesce a velocità supersonica.
Ovviamente, verso le 7, io tento di fare il giapponese, quindi sushi assortito! Mi presentano 9 bocconi diversi formati da un blocchetto di riso sormontato da una non-sottile fetta di pesce. Afferro brillantemente i bocconi con le bacchette, li immergo nella salsa di soya e butto giù pensando "Banzai!". Io non ho un gran gusto per il pesce, ma questo sembrava davvero buono, e sicuramente freschissimo, se non ancora vivo!
La giornata prosegue un po' in giro, fino alla sera quando ci dirigiamo a Gaien-mae per il Jingu Gaien Hanabi Takai (i fuochi d'artificio, insomma). Non avendo potuto vedere i fuochi di Sant'Emidio, tentiamo di sopperire con questi, ma strano a dirsi, non sono per nulla entusiasmanti. Di entusiasmante c'è l'atmosfera, il mare di gente, e le ragazze giapponesi in kimono, che sono FANTASTICHE!!!
Ok, piccola digressione sulle donne, tanto è sempre l'argomento più gettonato: ripeto, le ragazze in kimono sono fantastiche, fantastiche, fantastiche, non riuscivo a smettere di guardarle affascinato; a margine, l'idea è che se le italiane vestissero come le giapponesi, noi italiani avremmo continui attacchi cardiaci! Perché in effetti le giapponesi non è che sono un granché fisicamente: piccoline, molto magre, tutte con gli stessi capelli, gli stessi occhi. Ma con i loro vestiti svolozzanti, tacchi altissimi, pettinature perfette, sono in grado di trasformare una camminata in metropolitana in una sfilata di moda.
Bene, con l'intermezzo interrompo il racconto. Mi sto dilungando a tal punto che se racconto tutto intaso i server di MSN... Ne riparliamo domani!
 
(TO BE CONTINUED)
August 14

Ce ne sarebbero di cose...

...ma preferisco attendere la fine per parteciparvi di quanta vita è passata e quanta sta ancora passando in questo viaggio!
Già l'idea di stare nel lettone, con il cellulare attaccato alla LAN hotel, a mandare saluti dall'altra parte del mondo, mi fa un certo effetto. :)
August 05

Tennuchi wa o toichira gaku!

Non esistono parole adatte a descrivere le sensazioni del giorno della partenza, e quindi quelle del titolo me le sono puramente inventate, tentando di dar loro una parvenza giapponese.
Caro Impero del Sol Levante, adesso sto davvero arrivando! Riservami un buon posto...
Se riesco a trovare qualche rete Wi-Fi accessibile, posterò qualche impressione durante il viaggio con il mio nuovissimo e fiammantissimo cellulare! (Viva lo sputtanamento di tutti i soldi guadagnati con i corsi estivi!Party)
Sayonara.
July 31

Il Cavaliere Oscuro - recensione

Sono in colpevole ritardo, ma ho anche qualche giustificazione, visti gli impegni attuali. Sabato sera sono andato a vedere il nuovo film di Batman, Il Cavaliere Oscuro, e queste sono le mie impressioni.
Bello!
BELLLOOOO!!!!!
BELLISSIMOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!
Mi sono lasciato prendere dall'entusiasmo, che d'altra parte secondo me è giustificatissimo!
La questione era proprio riuscire ad eguagliare la bellezza del primo (mi riferisco a questa nuova serie di film); anche se magari solo di un pelo, per me si è andati oltre! E l'"oltre" è dovuto al fatto che Batman begins, se proprio gli vogliamo trovare una pecca, non aveva proprio un grande antagonista, uno di quei personaggi che ti rimangono in mente.
Qui ognuno dei tre personaggi (Batman, Joker e Due Facce) domina la scena in maniera esemplare. Io non nascondo che pensavo che l'acclamazione per il Joker di Ledger fosse in parte dovuta alla sua scomparsa, alla fine dico che il buon Jack Nicholson ed il suo Joker sono stati superati.
E contiamo infine che di contorno ci sono Gary Oldman, Michael Caine e Morgan Freeman!
Insomma, io ho trovato un solo aspetto negativo: ed è partita una crociata contro il responsabile del casting, per capire come si possa mettere quel caxxo di cesso di Maggie Gyllenhaal (che ho scoperto essere del 1977, nel film sembra nata nel 1912) al posto della mia adorata Katie Holmes. Immagino che Christian Bale ed Aaron Eckhart abbiano voluto un supplemento sul loro onorario per le scene sbaciucchiose! Mai nella vita Bruce Wayne ed Harvey Dent avrebbero perso tempo dietro a quel catenaccio...
July 28

Consuetudini e scaramanzie

Allora, l'itinerario che si snoda nell'Impero del Sol Levante è pronto. E, un po' per consuetudine, un po' per scaramanzia, rispetto l'abitudine di postarlo qui!
 
5/8 Partenza da Roma
6/8 Arrivo a Tokyo
7/8 Visita di Tokyo con particolare riferimento allo Tsukiji Fish Market (all'alba per vedere le contrattazioni sul pesce appena pescato), al Kokyo (Palazzo Imperiale) ed ai suoi giardini, al Senso-Ji ed a tutte le altre meraviglie che ci si presenteranno sulla strada
8/8 Sperando che il meteo ci aiuti, escursione al Fuji-san (Monte Fuji) e potenziale scalata alla vetta del monte sacro, simbolo del Giappone per eccellenza
9/8 Ancora una giornata a Tokyo, tante altre cose da vedere, ma soprattutto la speranza di trovare Jingu-bashi stracolma di bande in costume, quali i Goth-kids e soprattutto le Cos-play-zoku
10/8 Primo spostamento in shinkansen per raggiungere Kyoto
11/8 Una giornata da dedicare ai 2000 templi e santuari di Kyoto
12/8 Ancora in giro per Kyoto la mattina, la sera ci facciamo travolgere dalla vita notturna di Osaka
13/8 Un kaisoku ci porterà a Nara, l'antica capitale del Paese. Si parte dal Todai-ji, alla ricerca degli otto siti dell'UNESCO e di quant'altro capiti
14/8 Arriva la parte rilassante del viaggio, e ci si sposta a Beppu. Località sconosciuta ai più, Beppu è il centro del turismo giapponese per eccellenza. Un giorno negli onsen...
15/8 ...ed un giorno in giro per gli jigoku (letteralmente, "inferni")
16/8 Spostamento ad Hiroshima, a ripensare a cosa successe il 6 agosto 1945
17/8 Escursione in giornata all'isola di Miyajima, ed al suo torii galleggiante
18/8 Sulla lunga via del ritorno verso Tokyo, sosta in giornata al piccolo centro di Himeji, per dare un'occhiata all'Himeji-jo (castello dell'Airone Bianco) e ad alcuni templi in cui è stato girato L'ultimo samurai
19/8 Si ritorna a Tokyo. Dopo aver alloggiato a Shinjuku, stavolta staremo ad Ikebukuro
20/8 Tokyo. Obiettivo: comprare tutto il Giappone trasportabile in valigia!
21/8 Si torna a casa, l'indomani mi vedrà assonnato protagonista degli esami di riparazione